MacFerretts - July 27th, 2010

Resuscito questo mio blog dimenticato negli scantinati del web, e lo faccio per una ragione che ritengo importante, e spero lo sia per molti. Come molti amici sanno, anche quest’anno, salvo decesso improvviso e inaspettato, sarò al via dell’Elbaman.
Ma siccome una sfida è ancor più bella, se al suo interno racchiude tante piccole sfide, ho deciso di aggiungerne un’altra.Ed è forse la più importante, sia perché mi darà una motivazione in più per fare bene, sia per la finalità.

Insomma, senza ulteriori premesse: la mia gara dell’Elba di quest’anno, servirà oltre che per divertirmi, per raccogliere fondi per la ricerca e la cura del cancro!Tralascio le mille spiegazioni sulla scelta, sia della patologia, sia del destinatario del supporto, per dire solo che ho trovato pronto ed effettivo supporto dalla LANCE ARMSTRONG FOUNDATION.

Vi sono mille fondazioni, associazioni, volontari, tutti degnissimi di sostegno, ma credo che per degli sportivi di endurance, e per un tifoso di Lance come io sono, la scelta della LAF abbia un senso in più.

Ma veniamo a noi: per rendere la cosa più divertente e interessante, ho pensato di ricorrere all’aiuto di amici e amiche, ma proponendo una sorta di scommessa. Tenendo conto che l’anno scorso ho terminato in 13 ore e 31 minuti, credo quest’anno di riuscire a terminare al di sotto delle 13 ore.

La scommessa è questa, ovviamente per chi ha voglia di partecipare: quanti ritengono che ce la farò, doneranno 1 euro (o dollaro) alla Fondazione; quanti ritengono che non ce la farò, ne doneranno 2 (eh, beh, chi “gufa”, raddoppia, mi sembra giusto!).
L’obiettivo minimo iniziale è di raccogliere 645 dollari, l’equivalente di 500 euro, ovvero più o meno il costo d’iscrizione ad un Ironman… solo che qui non li paga uno da solo, ma tutti insieme!
Capisco che la scommessa non sia delle più entusiasmanti, non ho certo posto un cancello di tempo da supercampione, ma si deve tener conto: della mia scarsa predisposizione a questo sport; della preparazione interrotta per ben due volte e per lunghi periodi; del tempo precedente, limare mezz’ora non è proprio uno scherzo. Ma più di ogni altra cosa, si deve tener conto di quei 28 milioni di persone nel mondo che lottano contro la malattia.

Mi è parso bello dare un valore alla mia gara, che ne dite?

Ovviamente sono ben accette donazioni più consistenti, e per chi parteciperà alla gara, è possibile aggregarsi alla squadra di “Grassroots fundraisers”.

A chiunque vorrà donare, un simpatico omaggio undefinedal termine dell’Elbaman,e ovviamente la riconoscenza mia e della Lance Armstrong Foundation!

E’ possibile effettuare donazioni per la specifica “causa”, sia on line con carta di credito, che scaricando il form per le altre forme di versamento, a partire da questo link:http://fundraising.livestrong.org/grassroots2010/elbamac 

Datemi una mano!!!

Errata corrige: Purtroppo ho dato un’informazione sbagliata, vedo che con c/c dall’estero (per loro, quindi fuori USA), non accettano donazioni inferiori a 5$, pari a 3,87 euro. Perciò dovrò correggere, 5$ (3,87€) la scommessa minima pro 13 ore, 6$ (4,62€) per chi punta a sopra le 13 ore. 

MacFerretts - February 16th, 2010

Il Consiglio federale neo elettoEd eccomi finalmente con il resoconto della domenica elettorale.Si comincia dai freddi numeri, che dicono che erano esprimibili 961 voti su 2100 possibili, pari al 45,33%;  343 voti diretti (49 delegati) e 546 su delega. Meno nutrita la rappresentativa di atleti e tecnici, 24 delegati per entrambe le categorie, come era ampiamente previsto, data l’incertezza nulla sul risultato.Degni di nota:Il ricordo commosso, e che commuove, di Emilio Di Toro fatto da Nadia Cortassa, che ha chiuso il suo breve ma sentito discorso con l’esortazione tipica di Emilio, rivolta da lei al futuro Consiglio, a “fare i bravi”. Tutta l’assemblea in piedi, ed un lungo e caloroso applauso in memoria del compianto Presidente.Alcuni passaggi del presidente in pectore: Renato Bertrandi fa una lettura della situazione attuale del triathlon, esordisce con una interessante distinzione fra tattica e strategia, dove per lui la strategia corrisponde  al valore che si vuole scegliere di dare al “brand” triathlon, se si voglia cioè puntare sull’immagine dello sport “estremo”, o invece sull’aspetto salutistico della triplice disciplina.Per quanto attiene invece alla “tattica”, il discorso si rivolge alla ricerca di sponsor istituzionali, ed alla mediaticità del nostro sport. Secondo il Presidente, il triathlon non è - letteralmente -un “bello sport da vedere”, vuoi per la scelta obbligata riguardante i campi gara e la loro dislocazione, vuoi per la distribuzione nell’arco di tempo della gara degli atleti su quegli stessi campi gara. Sarebbe pertanto uno sport scarsamente fruibile da parte del pubblico, difficile da interpretare, potendo osservare di fatto le transizioni ed eventualmente i passaggi sul percorso, specie se “multilap”. Sarebbe anche uno sport, il triathlon, con il più alto costo per minuto di trasmissione. Bertrandi si domanda, quindi, se sia efficace la formula della diretta televisiva, o se sia piuttosto da preferire la strada della sintesi, specie se ben confezionata.Si passa poi ad analizzare l’allargamento della base, specie nei settori giovanili, dove l’obiettivo, che in parte si cerca già di raggiungere e di cui si intravvede uno spiraglio, è quello di allargare la pratica a giovani che non siano i classici “figli di triatleti”. Questo attraverso la diffusione nelle scuole, e tenendo il centro dell’Acqua Acetosa come fulcro, considerato non come un punto di arrivo ma come punto di partenza.Per quanto riguarda le società sportive, l’esortazione del presidente è a “superare lo slancio iniziale di entusiasmo, per evitare la sucessiva stagnazione”. Spesso vengono fondate nuove squadre sulla scia dell’entusiasmo di uno o di pochi, esaurito il quale, si esaurisce anche la spinta a crescere delle società. E’ necessario pertanto, secondo Bertrandi, avere più “teste”, più dirigenti, una maggiore strutturazione delle società sportive, per evitare pericolose personalizzazioni, pericolose in quanto in genere il presidente di società non lo è a tempo pieno, ma può dedicare solo parte del suo tempo a tale attività,  con la conseguenza che anche le risorse societarie ne escono ridotte. Allargare la base ed anche il vertice delle squadre, consentirebbe inoltre di garantire uno “sbocco professionale ai tecnici”, che allos tato attuale troppo spesso non possono esere valorizzati, e si trovano a dover lavorare in altri sport, se non addirittura in altri ambiti, con una evidente dispendio di professionalità e di risorse.Per quanto attiene alle gare, il neo Presidente ha annunciato di voler proseguire sulla strada della sicurezza, a tutto tondo, quindi anche attraverso forme assicurative per le competizioni, e con la nomina di delegati tecnici federali, che inviati sul territorio possano fare da “consulenti” per gli organizzatori, specie se alle prime manifestazioni o in difficoltà.Il discorso si chiude con il plauso rivolto agli uffici federali, “che funzionano”, e con l’indicazione della scelta di affiancare ai lavori delle commissioni, di un impiegato federale, quindi di una persona che a tempo pieno si può dedicare a tale attività.La nota dolente viene dal fronte del contributo CONI, che costituisce ad oggi l’85% del bilancio in entrata della F.I.Tri, e che si ridurrà del 20% rispetto all’anno da poco conclusosi, con un evidente riduzione di bilancio.Viene quindi il momento delle dichiarazioni dei candidati alle cariche di consiglieri, ad iniziare dal consigliere uscente Pala. Tutti gli interventi risultano abbastanza generici ed invitano sostanzialmente al voto per il consiglio uscente compatto, i soli Fattore e Zanetti scendono un po’ di più nei particolari, rendendo noti alcuni dati e relazionando su quanto fatto nei pochi mesi di gestione dalle precedenti elezioni.A smuovere le acque ci pensa Danilo Palmucci, con un intervento piuttosto apprezzato dalla platea, a sentirne i commenti a caldo e anche nei corridoi, durante le pause. Paralleli automobilistici, con la Ferrari che è il fiore all’occhiello, e fa da traino per la Fiat, e con l’ovvia indicazione di quale debba essere la nostra Ferrari.Colpisce nel segno, stanti le reazioni dei candidati che parleranno in seguito, l’esortazione a “svecchiare” la dirigenza federale, a trovare e far entrare in gioco energie fresche e più vicine, anche anagraficamente, alle esigenze di atleti di vertice ed age group.Seguono attimi di tensione, quando Gualla esorta a votare per il gruppo uscente compatto, senza “innesti”, per evitare la perdita di tempo dettata oggettivamente dalla  necessità di conoscersi ed affiatarsi con eventuali consiglieri “nuovi”. Purtroppo la scelta dele parole non è delle più felici, e i più recepiscono come un’indicazione a non votare per Palmucci…La foto che di seguito pubblico, sembrerebbe dimostrare che il chiarimento fra i due avvenuto subito dopo, non dovrebbe aver lasciato strascichi.la replica dell'anno scorsoDeludente su più fronti, a giudizio di molti, e con conferma di ciò data dal voto, il discorso di Bonelli, che è parso impacciato, ed ha definitivamente affossato le proprie possibilità, con le sue affermazioni sulla Scuola di alta Specializzazione e sul settore tecnico nel complesso.Come noto, l’Assemblea non ha voluto farsi mancare la dichiarazione di Oscar, benché non candidato, un intervento di cui pubblico di seguito il video della seconda parte, e che è terminato come sempre con gli applausi.Seguono operazioni di voto, ringraziamento del Presidente eletto, e finalmente ricco buffet, permettetemi un giudizio, nettamente di qualità superiore rispetto a quello offerto circa un anno fa a Bologna.Il video con la seconda parte del discorso di Oscar, visibile quiLe altre foto sono visibili e scaricabili liberamente da qui

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MacFerretts - October 21st, 2009

http://www.timeforclimatejustice.org/home/

Da PeaceReporter:

L’ora della giustizia climatica


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Per firmarla, basta scaricare la canzone “Beds are buring” e diventare cosi un alleato del clima

“Il cambiamento climatico sta avendo un reale impatto sulla vita di ogni individuo e sulle comunità di tutto il mondo. Dobbiamo fare qualcosa. Il nove dicembre a Copenaghen i nostre leader hanno l’opportunità di raggiungere un forte accordo sul clima. E’ inviolabile: dobbiamo rendere questo pianeta un posto migliore”. Suona come un monito e fa da introduzione alla petizione musicale globale, la prima al mondo, che chiede ai grandi della Terra giustizia climatica ora. A pronunciarlo è Kofi A. Annan, Presidente del Global Humanitarian Forum, che insieme a Melanie Laurent, la carismatica protagonista del film di Quentin Tarantino Inglorious Basterds, e a David Jones, del Global Ceo di Havas Worldwide, ha lanciato una speciale versione di Beds are burning riarrangiata dalla band australiana Midnight Oil’s, il cui testo è diventato appunto la petizione. Per firmarla, basta scaricare la canzone dai principali siti di download della rete, compreso il sito ufficiale della campagna www.timeforclimatejustice.org e diventare cosi un climate ally, un alleato del clima.

“E’ arrivato il momento di prendere una posizione. È per il pianeta Terra, è per la nostra terra”, cantano 60 star della musica internazionale e celebrities quali i Duran Duran, Mark Ronson, Jamie Cullum, Marion Cotillard, Milla Jovovich, Fergie, Lily Allen, Manu Katche, Bob Geldof, Youssou N’Dour, Yannick Noah, intonando le note della canzone prodotta da The:Hours e ormai diventata la colonna sonora del movimento per la Climate Justice.
L’intento è raccogliere una miriade di adesioni in vista del Summit sui cambiamenti climatici dell’Onu del 9 dicembre a Copenaghen, incontro che dovrà riscrivere il Protocollo di Kyoto ormai superato e da troppi paesi ignorato. Da qui la richiesta, urgente e improrogabile, di raggiungere un accordo ambizioso, equo e globale. Gia’ piu’ di 1 milione e mezzo di persone hanno posto la loro firma a questa petizione. Ogni download conta come una firma digitale: ognuno lascia nome, cognome e luogo di provenienza, avendo anche la possibilità di lasciare registrato o scritto un messaggio, che tutti potranno ascoltare e vedere, in quanto si trasforma immediatamente in un puntino luminoso nella mappa mondiale digitale caricata sul sito della campagna. La ‘Tck Tck Tck; Time for Climate Justice’ è stata creata da Havas Worldwide e lanciata i primi di ottobre durante il 56esimo Festival Pubblicitario Internazionale di Cannes.
“Questa è la prima volta che una petizione musicale viene creata per chiedere un’azione decisiva ai leader mondiali - spiega Kofi Annan - Credo che possa diventare una sorta di Band Aid per la generazione di internet. Insieme, possiamo fare una tale rumore che i nostri capi di stato e di governo non potranno ignorarci quando si incontreranno a Copenaghen. Buoni leader sono anche buoni seguaci”.
“Io sto supportando l’iniziativa di Kofi Annan - spiega Melanie Laurent - e spero che questa canzone sia ascoltata da più persone possibile nel mondo prima di Copenaghen. Questa campagna aiuterà ad assicurare un futuro migliore al nostro pianeta e alle generazioni avvenire. È giunto il momento”.
“La musica è un linguaggio universale, capace di trascendere culture, generazioni, religioni e razze. Una canzone o un artista veramente ha il potere di diffondere un messaggio o un movimento più che ogni politico o capo mondiale può fare in scala globale”, aggiunge Alexandre Sap.
“Il ticchettio dell’orologio è inesorabile. Nel mondo la gente sta morendo per le conseguenze del cambio climatico e senza la nostra azione collettiva, questo stillicidio continuerà. Abbiamo un’opportunità collettiva per fermare l’orologio. Diventa un alleato del clima, registrati e pronuncia la parola Tic. Questo ti renderà uno che vuole che giustizia climatica sia fatta. Ma cos’è la giustizia climatica? Solo un’altra frase fatta? Esattamente il contrario: la giustizia climatica è per coloro che oggi o domani saranno le vittime del cambiamento climatico. Quindi è praticamente per tutti. È la giustizia per le centinaia di migliaia di morti all’anno per il climate change, e per quelle comunità ed economie rovinate da cicloni, alluvioni, siccità e raccolti rovinati. È la giusizia per i giovani e per le generazioni future che affronteranno le più grandi catastrofi se qualcosa non verrà fatto oggi. In fin dei conti, ognuno di noi merita la giustizia climatica, perché ognuno di noi ne sarà colpito, prima o poi.
Così, perché parlare oggi di questo e cosa possiamo fare? Stare insieme e saperne di più sul Copenaghen 09, che è l’unica nostra vera chance di affrontare il problema. Ma fino allora, vista la evidente mancanza di una leadership che agisca in modo da rappresentarci, noi abbiamo bisogno di stare uniti e fare pressione affinché facciano esattamente questo. È qui che tu e la campagna tck tck tck entrano in scena. Il fine è attirare l’attenzione dei governi, far sì che ascoltino la gente e ottenere cambiamenti reali. Solo con il tuo aiuto, possiamo far sì che succeda davvero”. Parola di Annan.

La canzone non è niente male, la campagna merita!

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MacFerretts - August 31st, 2009

 

Bene, ho fatto una comparazione con l’anno scorso, devo dire che pensavo ad un miglioramento più evidente, ma la differenza più eclatante, più che nel cronometro risiede nelle condizioni post gara: per la prima volta ho fatto una gara all’attacco, sempre superando in bici e venendo superato solo quando mi è caduta la catena ed ero fermo (ovviamente tutto va rapportato ai “diretti avversari” e alle retrovie in cui “combatto”).

Comunque, rispetto all’anno scorso:

nuoto: 2008 con muta 23′46″ - 2009 senza muta 31′37″ (la differenza in peggio la imputo alla tonnara e come mi ha spiegato il nutrizionista, anche al differente galleggiamento dovuto al dimagrimento)

bici:  2008 1h 51′34″ - 2009 1h 41′06″ (dieci minuti, direi non male in 40 km, ma qui ho i più ampi margini di miglioramento)

corsa: 59′17″ nel 2008, 48′08″ nel 2009 (anche qui 10′ in 10 km direi che è un buon risultato, considerato che l’anno scorso in questo periodo avevo il doppio del volume nella corsa, e considerato che l’anno scorso ho camminato ai ristori e nelle salite, quest’anno ho camminato solo dopo il traguardo. Anche qui, i margini ci sono, con una preparazione mirata alla distanza conto di limare altri 6-8′)

Tempo finale: 2008 –> 3h17′23″
2009 –> 3h02′05″

Direi che la preparazione fatta con disciplina e soprattutto sotto la guida esperta di Vik dà i suoi frutti, soprattutto psicologicamente mi ha dato una bella carica in previsione dell’Elbaman, adesso vediamo con gli ultimi “superlunghi”  come va afinire al quadruplicarsi della distanza. E comunque, viva gli allenamenti in soglia e le ripetute, viva la forza resistente e le salite forza/ossigeno!:-)

(nella foto: 3 pirla, di cui uno fortissimo, e due solo pirla :-) )

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MacFerretts - August 19th, 2009

Copio/incollo la tabella che Vik mi ha preparato per la fase finale della preparazione per l’Elbaman, così non intaso il forum in “Ironman for Dummies”

PROGRAMMA DI ALLENAMENTO per Multidisciplina : CHRISTIAN    FERRETTI

Ritmi bici: F.lento 120 – 149      F.medio: 150-163       F.veloce (soglia 1) :164-174
F.Soglia 2 (anaerobica): 175

Ritmi corsa : F.lenta 135-154:    F.media  155-167     F.veloce168-179 (soglia 1)
F.soglia 2 :182 bpm

I° SETTIMANA

Allenamento 1(martedi 18)  Nuoto : tecnica = Risc. 400 mix + 4 x 50= ex ad un braccio gomito alto, + 4 x 50m = st. ad un braccio, curando gomito perno!
Fondo 3 x 1000m= al passo senza forzare ,nuotando bene! Una leggera progressione nel finale (consentita) recupero 1’:30” tra un 1000  e l’altro
Di nuovo tecnica 4 x 50m = gomito alto + 4 x 50m = gomito perno.

Allenamento 2 (mercoledi 19) :  BICI 120km ritmo medio aerobico, affronta le salite sempre seduto in sella, prediligi la forza al lavoro di agilità, pedala almeno 4 salite di cui 2 impegnative con FC.media sulle facili e medio/veloci su quelle dure + 8km di corsa  di cui i primi 6 lenti e gli ultimi 2km forti ad fc.veloce.

Viaggio in liguria

Allenamento 3 : giretto in mtb  di 2H, pedalando facile x acclimatazione e scarico dal viaggio, mantieni rapporti facili in salita, alternando tratti in sella a tratti alzato sui pedali x riposare la gamba.

Allenamento  4:Corsa ripetute fast (puoi farle anche su tratto in salita)= dopo 20’ di risc. a Fc.progressiva esegui ¾ allunghi da 60m +
SET 1: 5 x 500m= a Fc.veloce con  rec. al raggiungimento  dei 130 bpm.
Pausa 2’ in stercth.
SET 1: 5 x 500m= a Fc.soglia  rec. 1’:30” .
Pausa 2’ in stretch.
SET 3: 5 x 500m= a FC. veloce rec. ai 120 bpm

Allenamento 5: “Fondo lento MTB” = 3H:30’ di mtb, se puoi riscaldati 30’ su tratti pedalabili, poi affronta le salite che vuoi ma, cerca di star seduto in sella il più possibile!!
Cura bene l’alimentazione e l’idratazione, inizia a bere e mangiare quando ancora non ne senti la necessità!!!!

Allenamento 6 (sei ancora in liguria)= MTB ripetute , dopo 20/30’ di risc. contenendo le frequenze cardiache esegui 10 progressioni seduto in sella ma pedalando agile su tratto acsendente di 150m recupera scendendo…e poi:
SET 1: “Ripetute sulla forza resistente”:  pedala un’ascesa più impegnativa ma da  10’/15’ in questo modo: 4 x (2’ a 50rpm + 1’ a 70rpm )battiti di conseguenza, fino alla somma…scendi scarica la gamba con lavoro agile x 10’ poi sul piano: 12 x 2’ con rapportone (53/13) ed fc.media, finish rientra facile..
Cambio: Corsa = corri aerobico tra fc.media/lenta x 1H! (anche se devi correre su tratti di salita)

Allenamento 7 : Corsa “fondo più ripetute fast in fartlek”= corri 1H aerobico e poi di seguito senza stop esegui: 8 x (1’:30” ad fc.veloce + 1’ di recupero correndo pianissimo), completa 1H:30’ con i minuti che mancano defaticando..

Viaggio di ritorno

Allenamento 1 : Nuoto : “riadattamento” = risc. 300m st.n.b.
4 x ( 400m st.lento rest 45” + 200m con ultimi 50fast rest 30” + 100m forti) pausa 1’
+ BICI = sgambata da 1H:30’ con una salita pedalabile…

Allenamento  2:  Corsa ripetute fast (puoi farle anche su tratto in salita)= dopo 30’ di risc. a Fc.progressiva esegui ¾ allunghi da 60m +
SET 1: 5 x 1000m= a Fc.veloce con  rec. al raggiungimento  dei 130 bpm.
Pausa 2’ in stercth.
SET 1: 5 x 500m= a Fc. Veloce x 3 da 500m , tocca la soglia 2, negli ultimi 2 da 500m, sempre rec. 1’:30” costante tra un 500 e la’ltro.
Pausa 2’ in stretch.
Metti 2giorni di riposo

Allenamento 3: Cambi GARA DI Sarnico + 10km di corsa a piedi terminata la Gara (magari assieme al coach)

(siamo a fine agosto)

Scarico attivo 5 giorni (3 di allenamento e 2 di riposo assoluto) :
Allenamento 1: Corsa 1H = mantieni un ritmo facile ma non troppo lento per non irrigidire gambe, varia superficie d’appoggio

Allenamento 2 : BICI 2H:30’ = sempre in capillarizzazione per ossigenare molto la muscolatura.

Allenamento 3  : Nuoto = 300 risc. St.lungo lento +15 x 100m= a Fc.medio /veloce partenza ai 2’
Tecnica = 8 x 50m= 25m gomito alto in rotazione di spalla  + 25m concentrato su gomito perno.

Attorno al 6/7 Settembre:
LUNGO FONDAMENTALE: Allenamento 1: CAMBI: 3km a nuoto, parti forte i primi 200m poi al passo e di nuovo forte gli ultimi 500m, esci cambia in BICI: 140km simulando il percorso Elbano, tre giri da 40/45km con una salita impegnativa nel mezzo e 20km x andare e tornare dalla piscina…+ scendi e corri 15km a piedi pianeggianti ed aerobici

Riposa almeno 3giorni senza far nulla (cura attentamente l’alimentazione)

Allenamento 2: CAMBI: Nuoto 1.500m aerobico + ex tecnica vari(500m) +
BICI = pedala 2H in capillarizzazione facile (2/3 salite non impegnative)

Allenamento 3: CAMBI:  BICI ripetute : “ ripetute in F.O”: Dopo 20’ di risc. a rapporti agili, pedala ad Fc.lenta x 1H poi esegui delle progressioni x meglio preparare l’organismo alle seguenti  ripetute:
In pianura: (3’ da 120bpm a 155bpm + 2’ da 156 a 166bpm + 2’ da 166 a 170+ 1’ da 170a 174bpm ) x 2 con riposo 2’ agili tra una progressione e la’ltra.
Poi defatica 5’ ed esegui:

set 1 pianura  : 4 x F.O.= 3’ con rapportone FC.lenta (60rpm) + 2’ a soglia compreso lancio (90rpm) +  5’ ad FC.media (80/90rpm) no pausa..

set 2 salita: 4 x  F.O = 3’ con rapportone FC.media (50rpm) + 2’ a soglia compreso lancio (70rpm) +  5 ’ ad FC.media (70rpm)  pausa 2’/3’ per scendere..
ancora 15’ x defaticare
+ Scendi e corri 25km aerobici!!

Almeno 2 giorni di riposo ed iniziamo lo scarico IRONMAN

ULTIME 2 SETTIMANE PRE-IRONMAN

LUNEDI  riposo

MARTEDI : Corsa “ripetute facili sui 1.000m” = 15 x 1.000m = fc.appena veloce! Rec. camminando ai 110bpm

MERCOLEDI : Sgambata defaticante

GIOVEDI : Bici= 100km facili(di cui solo gli ultimi 20impegnato) + Corsa 10km di cui solo i primi 2/3 km impegnato

VENERDI:  Nuoto 3.000m aerobici continui..

SABATO : riposo

DOMENICA : “triathlon simulato”= 2.000nuoto + 60km in bici con salite + 10km di corsa a ritmo allegro

SETTIMANA ELBAMAN

LUNEDI  Corsa 1H facile

MARTEDI  Nuoto 30’ facili + sgambata in bici facili da 60km

MERCOLEDI: Nuoto  45’  aerobico  + bici 90km facili + Corsa 10km aerobici facili…

GIOVEDI : viaggio +   riposo

VENERDI:  Nuotatina + sgambata in bici di 1H.30’

SABATO : riposo

DOMENICA IRONMAN

MacFerretts - June 8th, 2009

Tutti noi abbiamo bisogno di eroi e di eroine. Persone che siano punti di riferimento, che possiamo rispettare e in cui credere. Ricordo che da bambina guardavo il Tour de France in tv: Guardavo il serpente multicolore dei ciclisti che si faceva strada controvento nelle campagne, sostenuto da tifosi a migliaia e che vedeva il suo culmine nella spettacolare conclusione sotto l’Arc de Triomphe. Da bambini innocenti non abbiamo mai avuto dubbi su questi sforzi sovrumani; da adulti, siamo fin troppo consapevoli che alcune di queste performance sono accresciute usando un’ampia gamma di sostanze proibite. E la cosa è tristemente vera anche per il triathlon.

Non ho mai incontrato personalmente alcun atleta, AG o professionista, che abbia usato, o stia usando, sostanze che migliorano la performance, (PED o Doping tout court, n.d.T.). Ma i test positivi, sia su distanza olimpica che Ironman, provano che la pratica accade. potrebbe non essere molto diffusa come in altri sport, ma è lì. tuttavia, sembra eeserci una coltre di silenzio che pesa sull’uso di PED nel triathlon, con i media, gli atleti, gli organizzatori e gli sponsor che tengono le labbra serrate sull’argomento. E’ come se parlandone e rendendo note le tue opinioni, il pubblico posa pensare (malignamente9 che tu abia qualcosa da nascondere.

non ho iniziato a fare triathlon aspettandomi di vincere alle Hawaii o anche solo un Ironman. Ho iniziato perché andavo bene a livello age group, mi piaceva lo sport e in sostanza perché volevo vedere dove sarei potuta arrivare. Il mio successo, e la sua rapidità, hanno stupito tanto me quanto gli altri. Ho realizzato di non aver seguito i riti di passaggio o seguito il tradizionale sentiero verso il successo sportivo, e come risultato mi sono ritrovata al centro di alcune dicerie e accuse. Ma ritengo che sia il mio lavoro come atleta professionista ad essere limpido, a riguardo di ciò che ambisco e dei miglioramenti che voglio vedere realizzati. Non pretendo di avere tutte le risposte, ma vi sono alcune opzioni che credo sia meglio esplorare. In primis, mi piacerebbe vedere le federazioni nazionali, gli atleti, la World Triathlon Corporation e gli organizzatori delle gare, adottare una politica anit-doping più forte, più rigorosa e più costante e coerente. Ovviamente, ciò richiede fondi. potrebbe essere finanziata tramite una tassa sull’iscrizione alla Federazione (che è ciò che fanno in Germania); tramite una percentuale delle iscrizioni alle gare; dagli atleti pro direttamente 8per esempio, con una somma annuale da pagare ad un organismo centrale); o tramite sponsorizzazioni private. non è necessario che l’una strada escluda l’altra; forse la combinazione di alcune potrebbe funzionare, con i soldi raccolti che confluiscano ad un organismo centrale per sostenere i test a livello globale.

In secondo luogo, c’è bisogno di più costanti- e regolari, controlli in gara, in special modo nell’Ironman. Attualmente, ciò è lasciato alla discrezionalità dell’organizzatore della singola gara. non tutte le gare Ironman conducono i test, anche se sono stati distribuiti premi in denaro. Dovrebbero essere obbligatorio sottoporre a test nel dopo-gara tutti gli atleti che abbiano avuto accesso a premi in denaro.

terzo, vorrei vedere test per tutti gli atleti pro al di fuori delle gare. Al momento, nel Regno Unito, solo gli atleti che rientrano nel Programma Olimpico sono soggetti alla WADA e all’Anti-doping Administration and Management System (ADAMS), cui contribuisce il Comitato Olimpico britannico. (E, per la cronaca, fin dal dicembre del 2007 mi sono volontariamente sottoposta al protocollo, ed ho avuto 5 test negativi delle urine, lontano dalle competizioni.)

Quarto, ci sideve assicurare che tutti gli atleti abbiano accesso ad informazioni aggiornate, accurate e di facile comprensione su cosa possano e non possano assumere (inclusi gli integratori alimentari). in realzione a questo, dobbiamo premere affinché vi sia una regolamentazione globale più stringente sulla produzione di integratori e di alimenti/bevande per lo sport, e affinchè i produttori aderiscano a tali stringenti controlli di qualità, allo scopo di garantire gli atleti che i prodotti non contengano sostanze dopanti.

Infine, il silenzio NON è d’oro! Starsene lì seduti con le bocche cucite o apatici non aiuterà nessuno. E’ solo parlando ad alta voce, che gli atleti - pro ed amatori allo stesso modo - possono sperare di portare un cambiamento; sostenere l’integrità e la buona reputazione del nostro sport; assicurarsi che la competizione sia pulita e corretta; portare le prove che le persone possono raggiungere grandi cose senza bisogno di barare; e dare ai ragazzi eroi ed eroine in cui possano davvero credere.

(da 220 Triathlon, n°233, maggio 2009 -traduzione: Mac)

MacFerretts - May 12th, 2009

Siccome inviarle per e-mail richiederebbe troppo tempo e allegati particolarmente pesanti, sperando di fare cosa gradita, ho caricato le foto fatte -quelle meno peggio, eh eh - in rete, sono visibili e scaricabili aggratis a partire da qui

Buona visione!

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MacFerretts - February 26th, 2009

in tempi di auserity, quale mezzo migliore della bicicletta per muoversi? Ma il problema era sistemare due bambini al prezzo di uno, e farlo in modo da poter passare da una bici all’altra senza grossi problemi e senza troppo “hardware” (ganci vari per i seggiolini, ecc.). Il problema è stato risolto grazie alla nuova station wagon, direttamente dalla Germania, ad un prezzo abbordabilissimo, facile da montare e smontare, e soprattutto polivalente. grazie infatti alla ruota anteriore rimovibile, il carrello si trasforma in un “jogging stroller”, magari un po’ ingombrante, ma che permette di passare dalla bici alla corsa in pochi minuti, con un pit stop rapidissimo. Volendo, ci si potrebbero pure fare i combinati!

Dopo averlo provato come appendice della bici, ieri per la prima volta uscita run. Certamente non ci farei le ripetute brevi (ma neanche quelle lunghe), però ha i suoi vantaggi: 12kg di carrello più 21 circa di due bambini, fanno un totale di bel potenziamento dei quadricipiti. l’unico problema può darlo il fatto di non poter utilizzare le braccia, dovendo spingere, problema cui si può ovviare alternando le braccia e spingendo con una mano sola alla volta: se ci riesco io che non sono proprio un colosso…

L’aspetto migliore è che giova all’umore: consente uscite “familiari”, nessuno dei due deve sacrificarsi stando a casa coi bimbi. Questi ultimi si divertono da morire, sperando che duri e non si stufino in fretta del nuovo gingillo… :)

Ecco le foto delle truppe carrellate:

MacFerretts - February 15th, 2009

 

Bella mini-vacanza in Trentino, con un ritorno dopo anni sulle Dolomiti di Brenta, che sono fra i miei posti preferiti.

abbiamo alloggiato presso l’Hotel Melchiori di Andalo, che consiglio caldamente: buon rapporto qualità-prezzo, pulizia della stanza e generale davvero encomiabile, attenzione al risparmio energetico (con la chiave a chip che disinserita toglie la corrente, niente televisori in stand by e luci dimenticate), un menu sempre vario e di buona qualità, oltre ad un accoglienza ed una cortesia prive di inutili salamelecchi, come d’uso per la gente di montagna, e quindi non “stucchevole” e artefatta. Questo il sito dell’hotel. (Che non mi ha pagato per la pubblicità, ma credo di rendere un servigio a chi mi legge emagari può capitare da quelle parti). Da visitare (nei giorni feriali) il nuovo centro AcquaIn, la piscina ha gli spogliatoi più piccoli che abbia mai visto, ma è pulita, con la “Winter card” si entra con 2,5 euro, e c’è la vasca per chi nuota (25 mt), e quella per i bimbi, con altezze variabili e acqua che raggiunge i 30° solo nelle locandine pubblicitarie… C’è anche uno scivolo “a tubo” che diventa la maledizione di chi ha figli sotto i 10 anni, e pertanto li deve accompagnare. Ha delle ampie vetrate che permettono di vederei due metri e passa di neve nel giardino/solarium esterno, oltre alle Dolomiti sullo sfondo, che è un bel contrasto con lo stare in costume all’interno.

Alcune considerazioni in ordine sparso (e ovvie e banali, magari, mi rendo conto):

- troppi impianti in montagna, troppa “massa” e troppi parcheggi praticamente sulle piste. Tutti servizi che faranno anche aumentare il rating delle località turistiche, che portano benefici all’economia locale, e via discorrendo; ma che comportano un uso smodato dell’auto, a fronte di una presenza capillare di ski-bus. Che porta in quota una serie di persone che non si merita altro che inquinamento, smog e pianura infinita e monotona, per quanto sono maleducate (penso alla giovane conduttrice del bob che mi è arrivata su un braccio, non in testa per un puro caso, e ai genitori che probabilmente erano in un solarium anziché sorvegliarla…).

- seggiovie velocissime e ad alta portata/capienza, piste -considerata la crisi economica e il tempo climatico - piuttosto affollate. A sciare bisognerebbe andarci tramite propulsione umana, sci alpinismo o impianti di risalita trainati da asini (a due o quattro zampe, non importa), come in mare si dovrebbe andare solo a vela, salvo deroghe per chi lo fa per lavoro e non per diporto.

- gli snowboarder, tanto per proseguire con il paragone marittimo, sono in generale l’equivalente degli acqua-scooteristi in mare: indisciplinati, tesi a mettersi in mostra, irrispettosi e infine anche pericolosi per gli altri.

- il Lago di Molveno è una località straordinaria, strano che nessuno abbia pensato di ambientarvi quella che potrebbe essere l’Alpe d’Huez del triathlon italiano (ebbene sì, ho una fissazione per la triplice anche in vacanza)

- Nell’albergo, al sabato è arrivata una comitiva di signori svedesi, di mezza età…in pullman! Oltre a ragionare sulla follia dei nordici, peggio dei turisti giapponesi, mi ha inorgoglito che ci fosse gente che si scoppiasse 6000 e rotti km per fare le vacanze in Italia!

- le Dolomiti sono fantastiche! (Questa è la più ovvia di tutte). tra l’altro ho constatato che vi sono molti percorsi adatti a tutti i livelli per mountain bike, ovviamente ben segnalati ed estremamente panoramici… Da tener presente per l’estate ;-)

Lago di Molveno

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Altre foto qui.

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MacFerretts - January 1st, 2009

Era da un po’ che volevo scrivere qualcosa a proposito di questa “rivoluzionaria” pallina, poi ho scoperto di essere arrivato tardi, altri e ben più autorevoli se ne sono occupati, ma su questo torno fra poco.

Come nasce la curiosità verso questo aggeggio? Un amico mi invita ad entrare nel gruppo di utilizzatori della pallina su Facebook; fino ad allora, non ne conoscevo proprio l’esistenza. Se ne parla in ufficio, un collega ce l’ha ed è contento, dice di averne sentito parlare ad uno spettacolo di Beppe Grillo. Bene, si decide per un acquisto di gruppo, per risparmiare sulle spese di spedizione, e vengo incaricato di rintracciare, fra i vari siti ufficiali, quello da cui ordinare risparmiando ancora un po’.

Con una semplice ricerca su Google, ecco trovato il sito svizzero, e dalla visione del filmato nascono i primi dubbi: come possono ionizzare l’acqua, delle semplici sfere di ceramica, per di più contenute in una palla di plastica? La ceramica è materiale inerte,potrei capire l’effetto meccanico di sfregamento, già noto alle nostre nonne ed alle ditte produttrici di jeans “stone washed”, ma che sfregamento ci può essere con i panni sporchi, se le sferette stanno dentro la palla? Come fa un materiale inerte, non fotosensibile, a “riarsi” stando al sole?

E ancora: si parla di emissione di raggi infrarossi: a casa mia, gli infrarossi non si generano dal nulla, se non erro è una delle leggi fondamentali della termodinamica, ci vorrebbe quindi una fonte di energia. E poi, sarà vero che gli infrarossi hanno un effetto sulle molecole d’acqua? O su quelle dello sporco? Passi per gli ultravioletti, utilizzati da dentisti e parrucchieri, ma lì i raggi del mistero agiscono sui microrganismi, non sulle molecole di unto…

Poi, l’illuminazione : scovo un blog dove si discute della cosa, e due commenti in particolare mi colpiscono. Il primo commento rimanda al noto sito di ingrosso orientale, su cui la bio washball ufficiale e altre di altre case produttrici, si trovano a prezzi intorno all’euro l’una, compresa spedizione… Gli svizzeri la vendono a 35 euro, più spese… mmmh…

Il secondo commento, recita più o meno: “avete provato a mettere i panni in lavatrice, senza detersivi, e a lavarli così a 40 gradi? Potremmo avere delle sorprese”. Decido di sorprendermi, e ci provo: abiti per la corsa, lasciatia decantare un giorno ed uniti a quelli utilizzati in neve e fango in mountain bike il giorno successivo. Imposto il programma rapido e a mezzo carico, aggiungo appena una goccia di napisan per il fondello della salopette da bici, e avvio. Ebbene, i miei preziosissimi capi tecnici, se ne escono belli puliti, salvo alcune macchie più persistenti di fango, solo un po’ sbiadite ma non del tutto rimosse. ovviamente l’unico profumo che si sente è quello del napisan, però l’odore del sudore è del tutto scomparso.

E allora: non è che la bio washball, tutto sommato, può restare sugli scaffali svizzeri? Non è che basterebbe utilizzare meno detersivo, e sostituire l’ammorbidente (che fra l’altro gli svizzeri consigliano di aggiungere in piccola quantità qualora non si volesse rinunciare alla profumazione dei capi - ma come? ma se l’ammorbidente inquina 10 volte tanto un detersivo qualsiasi? e tutta sta menata del bio?), sostiuire l’ammorbidente, dicevo, con il caro vecchio bicarbonato di sodio?

Ulteriori conferme mi vengono da un chimico, secondo cui è impossibile che la bio washball possa agire sulle macchie di grasso, ad esempio. Ed infatti, sempre dal sito ufficiale, suggeriscono di sfregare le macchie più ostili con sapone di marsiglia… Ovvero di pretrattare! E comunque, non serve un chimico, basta osservare il grasso dei piatti, che col cavolo si mescola all’acqua, non essendo il grasso idrosolubile. Insomma, la pallina magica avrebbe lo stesso effetto-placebo sulle macchie, di quello ottenuto dai ciccioni che vanno a correre con il piumino, convinti di sudare via il grasso corporeo in eccesso, e finendo disidratati.

Infine, ieri mi dicono che la trasmissione “mi manda Rai tre” si è occupata del caso, ed ho trovato la conferma definitiva dal sito di Paolo Attivissimo, da cui si può vedere la puntata della trasmissione, e in cui sono descritti in maniera rigorosa i motivi per cui la palla… è una palla! (altro blogger che si è occupato della cosa e ne ha scritto in modo conciso e interessante, è qui)

Per me, propaganda contro in ufficio (ovviamente annullato l’acquisto collettivo), e ulteriore riduzione del detersivo, anche se già non mi veniva in mente di seguire le indicazioni dei produttori. Ah, io uso il caro vecchio Winnie’s, pare sia piuttosto eco-compatibile, è sponsorizzato da Legambiente, e spero di non dover scoprire che è un’altra bufala, visto che costa decisamente di più di ogni altro detersivo in commercio. In alternativa, per ridurre l’impatto degli imballaggi, servirsi dei distributori alla spina, a Padova ne ho uno proprio vicino all’ufficio.

E, ovviamente, diffidare delle conclusioni affrettate di un (ex) comico genovese, che forse dovrebbe rendersi conto dell’impatto che lui ha, altro che detergenti, su chi lo ascolta e lo segue… 

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